05 maggio 2026

NEOEVO 20.30 SECONDA PARTE

 

NEOEVO 20.30

SECONDA PARTE

AD Maggio 2026,

cari dissenzienti e complici per ignavia, benvenuti alla seconda parte di questa radiografia del collasso. ( Link alla prima parte

Dopo aver squarciato il velo sull'Obiettivo 1, è tempo di smontare la narrazione fiabesca che riveste i successivi "comandamenti" della famigerata Agenda 2030: la fame e la salute. Non aspettatevi le rassicuranti infografiche ministeriali; qui analizzeremo la realtà nuda e cruda che sta già infestando le vostre vite, mentre voi continuate a fissare le ombre sulla parete della caverna.

Preparatevi, perché stiamo per sventrare l’ipocrisia degli Obiettivi 2 e 3. Seguitemi nel fango della verità.


Punto 2: Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un'agricoltura sostenibile.


Questo obbiettivo suona come la più feroce delle beffe.

Non perché la fame sia stata sconfitta, anzi. Il Programma Alimentare Mondiale ci ricorda che 318 milioni di persone soffrono già di grave insicurezza alimentare e un'escalation dei conflitti potrebbe spingere altre 45 milioni di persone sull'orlo della carestia.

No: la vera ferocia sta nell'ipocrisia. Perché mentre si firmano protocolli di sostenibilità, si sta strangolando silenziosamente il contadino locale per rimpiazzarlo con il consumatore terminale dei giganti dell'agritech.

Il colpo di grazia arriva dall'Europa. A breve, il Parlamento Europeo dovrebbe votare l'adozione definitiva del nuovo regolamento sui cosiddetti "nuovi OGM" (le New Genomic Techniques, o NGT) . La Commissione, il Consiglio e il Parlamento hanno già raggiunto un accordo provvisorio che considera alcune piante ottenute con queste tecniche come equivalenti alle varietà convenzionali. Il seme, da millenario patrimonio di vita, frutto di selezione agricola e cultura rurale, diventa un software protetto da copyright. E i brevetti? Nel solo 2025, l'Ufficio Europeo dei Brevetti ne ha concessi 40 basati su sequenze geniche presenti in natura, come se la natura fosse un'invenzione da mettere sotto monopolio .

La biodiversità, intanto, è stata giustiziata in favore di monocolture sterili. Negli ultimi cento anni, il 94% delle varietà di semi è semplicemente scomparso. Oggi piantare un seme non autorizzato non è agricoltura: è pirateria. In Sudafrica, l'85% del mais e il 95% della soia sono OGM . E dove la fame morde davvero, in Sudan, in Somalia, a Gaza, in Libano, ecc... la soluzione non è la terra o l'autonomia alimentare, ma la dipendenza assistita. Le nazioni vengono tenute in vita artificialmente con "buste di cibo terapeutico" ultra-processate, mentre i contadini locali non possono coltivare perché mancano gli strumenti, a causa dei conflitti o perché le multinazionali hanno acquisito diritti sull'uso e la gestione dell'acqua.

È il neocolonialismo in busta d'alluminio. Non permettiamo di coltivare o pescare: vendiamo il pesce liofilizzato, la farina proteica, la carne sintetica brevettata e fatturata dai soliti noti. Con i soldi delle nostre tasse, quelli destinati allo "sviluppo sostenibile" e alle campagne di donazioni, finanziamo esattamente il sistema che distrugge l'agricoltura locale. La sovranità alimentare è morta. Restano solo i brevetti.

Le parole degli attivisti, in questo scenario distopico, risuonano come sentenze inascoltate:

Vandana Shiva, da decenni in trincea, denuncia:

"Sotto il controllo delle multinazionali, il seme non è più la sorgente della vita, ma un'arma di distruzione della biodiversità e della libertà dei contadini .

Thomas Sankara, il presidente rivoluzionario del Burkina Faso ucciso nel 1987, aveva già messo in guardia il mondo con una frase che oggi suona come una profezia:

"Chi vi nutre, vi controlla" .

Aveva ragione, quarant'anni fa.

Nota: le informazioni contenute in questo capitolo sono documentate da fonti autorevoli. La proposta di deregolamentazione delle NGT nell'Unione Europea è reale ed è attualmente in fase di negoziazione. La concentrazione del mercato sementiero e degli agrofarmaci nelle mani di poche multinazionali è documentata. I dati sulla fame nel mondo e sui rischi di carestia provengono dal Programma Alimentare Mondiale. Le citazioni di Vandana Shiva e Thomas Sankara sono autentiche e attribuibili alle rispettive fonti .


Punto 3: Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età.


Traduzione
: il tuo corpo non ti appartiene. È una una risorsa statale da manutenere secondo rigidi protocolli di sistema, e la libertà di cura è stata silenziosamente sostituita dalla conformità biometrica.

Il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 è entrato a pieno regime il 31 marzo 2026 . Referti, verbali di pronto soccorso, prescrizioni, vaccinazioni, persino le tue abitudini alimentari: tutto confluisce in un database centrale. Le strutture private sono obbligate a caricare i documenti entro pochi giorni . La "memoria sanitaria" del cittadino non è più un diritto alla cura, ma un dossier di controllo. Se rifiuti l'ultima "patch" farmaceutica o il siero del mese, non sei un cittadino libero: sei un sabotatore della biosicurezza. E il medico di base? È diventato il compilatore del tuo "profilo sanitario sintetico", una scheda di valutazione che può essere consultata persino senza il tuo consenso in caso di emergenza . Pronti per la corsia preferenziale del controllo totale.

Siamo passati dal diritto alla salute all'obbligo del benessere digitale. Attraverso la cartella clinica universale, sensori biometrici e applicazioni di controllo h24 per il tuo cellulare, ogni tua scelta, dal colesterolo mattutino al numero di passi giornalieri, viene processata da un algoritmo che decide la tua idoneità al lavoro o il tuo premio assicurativo.

Guardate cosa succede nel mondo delle polizze: dal 1° gennaio 2026, il Fondo Sanitario Intesa Sanpaolo ha attivato un nuovo modello di Long Term Care. Per accedere alla rendita da non autosufficienza, devi dimostrare che la diagnosi della patologia sia successiva alla data di ingresso in polizza. In definitiva se hai una malattia prima di assicurarti, sei già escluso. Se ti ammali dopo, ti controllano. Benvenuti nel credito sociale sanitario, versione italiana.

La guarigione, in questo modello di business, è bandita. Il target perfetto dell'Agenda 2030 non è il cittadino sano, ma il malato cronico redditizio. Un hardware medicalizzato a vita che drena fondi pubblici per alimentare i dividendi di Big Pharma. E i numeri parlano chiaro: nel 2026, il fatturato delle grandi aziende farmaceutiche crescerà a ritmi sostenuti, trainato da farmaci per l'obesità (i famosi GLP-1), terapie oncologiche e neurologiche.

La previsione di S&P Global parla di una crescita annuale dei ricavi per Eli Lilly del 24%, per AstraZeneca del 10% . E mentre voi discutete di diritto alla salute, loro insorgono per contrastare il Medicare price negotiation e l’eventuale perdita di esclusività dei brevetti. Niente paura, lo fanno per il “nostro bene”.

La salute è un mercato. E voi siete il prodotto.

Pfizer, per fare un nome, ha ridotto le stime sugli utili 2026 a 2,80-3,00 dollari per azione. Piangevano, immagino, mentre tagliavano i costi e riorganizzavano i piani aziendali. Ma non preoccupatevi: per tappare le perdite, qualche "vaccino obbligatorio" in più potrebbe essere in arrivo. Probabilmente se ne contratta già la ricompensa anche all’interno del nostro ministero. Ormai siamo al delirio messianico della siringa: dai sieri per il dimagrimento a quelli per l'ansia sociale. Manca solo l'aggiornamento mRNA per le unghie incarnite. Mi chiedo se nei laboratori di Big Pharma stiano già sintetizzando un vaccino sperimentale per contenere forzatamente la mia "orchimegalociclosi" contagiosa. Il rigonfiamento vorticoso dei miei "santissimi" ha raggiunto una massa critica tale da scatenare un minaccioso "effetto farfalla" a livello planetario.

"La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai nessuno è più sano," diceva ironicamente Aldous Huxley.

Aveva ragione, ovviamente. Perché in un mondo dove la salute è un obbligo, il benessere una casa della salute e la cura un business, l'unico modo per essere davvero liberi è... non avere bisogno di nessuna di queste cose… sopratutto se fai parte dei poveri di cui al punto uno. Non ve ne siete accorti? Ebbene si, scordatevi la sanità pubblica universale.

Ma attenzione: se sei sano, se rifiuti il siero, se non installi l’app IO e relativi sensori biometrici, allora non sei un cittadino virtuoso. Sei un eversore. Sei un rischio per il sistema. Sei un untore. E così, cari lettori, il cerchio si chiude. L'Agenda 2030 ci aveva promesso la salute per tutti. Ci ha consegnato un braccialetto elettronico, una scheda di valutazione e un obbligo di conformità. Benvenuti nel futuro che vi piace tanto da non dissentire. Portate con voi la ricetta medica. E, se possibile, un avvocato.

Nota: le informazioni contenute in questo capitolo sono documentate. L'implementazione del Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 al 31 marzo 2026 è reale e comporta l'obbligo per le strutture pubbliche e private di caricare i documenti sanitari in formato standardizzato. Il nuovo modello LTC del Fondo Sanitario Intesa Sanpaolo, attivo dal 1° gennaio 2026, prevede esclusioni per patologie preesistenti e condizioni specifiche . Le previsioni di crescita dell'industria farmaceutica per il 2026 sono tratte dal report S&P Global. Le vaccinazioni obbligatorie in Italia sono 10 per i minori, come da decreto legge 119 del 2017 . La citazione di Aldous Huxley è autentica e attribuibile .


Questo è solo l'antipasto di un banchetto indigesto. Il viaggio nei cunicoli sotterranei dell'Agenda 2030 è appena iniziato e l'aria, lì sotto, si fa sempre più irrespirabile. Restate sintonizzati.

Fabricius Limes



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