NEOEVO 20.30
SECONDA
PARTE
cari
dissenzienti e complici per ignavia, benvenuti alla seconda parte di
questa radiografia del collasso. ( Link alla prima parte)
Dopo
aver squarciato il velo sull'Obiettivo 1, è tempo di smontare la
narrazione fiabesca che riveste i successivi "comandamenti"
della famigerata Agenda 2030: la fame e la salute. Non aspettatevi le
rassicuranti infografiche ministeriali; qui analizzeremo la realtà
nuda e cruda che sta già infestando le vostre vite, mentre voi
continuate a fissare le ombre sulla parete della caverna.
Preparatevi,
perché stiamo per sventrare l’ipocrisia degli Obiettivi
2 e 3.
Seguitemi nel fango della verità.
Punto
2:
Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare
la nutrizione e promuovere un'agricoltura sostenibile.
Questo obbiettivo suona come la più feroce delle beffe.
Non perché la fame sia stata sconfitta, anzi. Il Programma
Alimentare Mondiale ci ricorda che 318 milioni di persone soffrono
già di grave insicurezza alimentare e un'escalation dei conflitti
potrebbe spingere altre 45 milioni di persone sull'orlo della
carestia.
No: la vera ferocia sta nell'ipocrisia. Perché mentre si
firmano protocolli di sostenibilità, si sta strangolando
silenziosamente il contadino locale per rimpiazzarlo con il
consumatore terminale dei giganti dell'agritech.
Il colpo di grazia arriva dall'Europa. A breve, il Parlamento
Europeo dovrebbe votare l'adozione definitiva del nuovo regolamento
sui cosiddetti "nuovi OGM" (le New Genomic Techniques, o
NGT) . La Commissione, il Consiglio e il Parlamento hanno già
raggiunto un accordo provvisorio che considera alcune piante ottenute
con queste tecniche come equivalenti alle varietà convenzionali. Il
seme, da millenario patrimonio di vita, frutto di selezione agricola
e cultura rurale, diventa un software protetto da copyright. E i
brevetti? Nel solo 2025, l'Ufficio Europeo dei Brevetti ne ha
concessi 40 basati su sequenze geniche presenti in natura, come se la
natura fosse un'invenzione da mettere sotto monopolio .
La biodiversità, intanto, è stata giustiziata in favore di
monocolture sterili. Negli ultimi cento anni, il 94% delle varietà
di semi è semplicemente scomparso. Oggi piantare un seme non
autorizzato non è agricoltura: è pirateria. In Sudafrica, l'85% del
mais e il 95% della soia sono OGM . E dove la fame morde davvero, in
Sudan, in Somalia, a Gaza, in Libano, ecc... la soluzione non è la
terra o l'autonomia alimentare, ma la dipendenza assistita. Le
nazioni vengono tenute in vita artificialmente con "buste
di cibo terapeutico" ultra-processate, mentre i
contadini locali non possono coltivare perché mancano gli strumenti,
a causa dei conflitti o perché le multinazionali hanno acquisito
diritti sull'uso e la gestione dell'acqua.
È il neocolonialismo in busta d'alluminio. Non permettiamo di
coltivare o pescare: vendiamo il pesce liofilizzato, la farina
proteica, la carne sintetica brevettata e fatturata dai soliti noti.
Con i soldi delle nostre tasse, quelli destinati allo "sviluppo
sostenibile" e alle campagne di donazioni, finanziamo
esattamente il sistema che distrugge l'agricoltura locale. La
sovranità alimentare è morta. Restano solo i brevetti.
Le parole degli attivisti, in questo scenario distopico, risuonano
come sentenze inascoltate:
Vandana Shiva, da decenni in trincea, denuncia:
"Sotto il controllo delle multinazionali, il seme non è
più la sorgente della vita, ma un'arma di distruzione della
biodiversità e della libertà dei contadini .
Thomas Sankara, il presidente rivoluzionario del Burkina
Faso ucciso nel 1987, aveva già messo in guardia il mondo con una
frase che oggi suona come una profezia:
"Chi vi nutre, vi controlla" .
Aveva ragione, quarant'anni fa.
Nota: le informazioni
contenute in questo capitolo sono documentate da fonti autorevoli. La
proposta di deregolamentazione delle NGT nell'Unione Europea è reale
ed è attualmente in fase di negoziazione. La concentrazione del
mercato sementiero e degli agrofarmaci nelle mani di poche
multinazionali è documentata. I dati sulla fame nel mondo e sui
rischi di carestia provengono dal Programma Alimentare Mondiale. Le
citazioni di Vandana Shiva e Thomas Sankara sono autentiche e
attribuibili alle rispettive fonti .
Punto
3:
Assicurare la
salute e il benessere per tutti e per tutte le età.
Traduzione:
il tuo corpo non ti appartiene. È una
una risorsa
statale da manutenere secondo rigidi protocolli di sistema, e la
libertà di cura è stata silenziosamente sostituita dalla conformità
biometrica.
Il Fascicolo
Sanitario Elettronico 2.0 è entrato a pieno regime il 31 marzo
2026 . Referti, verbali di pronto soccorso, prescrizioni,
vaccinazioni, persino le tue abitudini alimentari: tutto confluisce
in un database centrale. Le strutture private sono obbligate a
caricare i documenti entro pochi giorni . La "memoria
sanitaria" del cittadino non è più un diritto alla cura,
ma un dossier di controllo. Se rifiuti l'ultima "patch"
farmaceutica o il siero del mese, non sei un cittadino libero: sei un
sabotatore della biosicurezza. E il medico di base? È diventato il
compilatore del tuo "profilo sanitario sintetico",
una scheda di valutazione che può essere consultata persino senza il
tuo consenso in caso di emergenza . Pronti per la corsia
preferenziale del controllo totale.
Siamo passati
dal diritto alla salute all'obbligo del benessere digitale.
Attraverso la cartella clinica universale, sensori biometrici e
applicazioni di controllo h24 per il tuo cellulare, ogni tua scelta,
dal colesterolo mattutino al numero di passi giornalieri, viene
processata da un algoritmo che decide la tua idoneità al lavoro o il
tuo premio assicurativo.
Guardate cosa
succede nel mondo delle polizze: dal 1° gennaio 2026, il Fondo
Sanitario Intesa Sanpaolo ha attivato un nuovo modello di Long Term
Care. Per accedere alla rendita da non autosufficienza, devi
dimostrare che la diagnosi della patologia sia successiva alla data
di ingresso in polizza. In definitiva se hai una malattia prima di
assicurarti, sei già escluso. Se ti ammali dopo, ti controllano.
Benvenuti nel credito sociale sanitario, versione italiana.
La guarigione,
in questo modello di business, è bandita. Il target perfetto
dell'Agenda 2030 non è il cittadino sano, ma il malato cronico
redditizio. Un hardware medicalizzato a vita che drena fondi pubblici
per alimentare i dividendi di Big Pharma. E i numeri parlano chiaro:
nel 2026, il fatturato delle grandi aziende farmaceutiche crescerà a
ritmi sostenuti, trainato da farmaci per l'obesità (i famosi GLP-1),
terapie oncologiche e neurologiche.
La previsione di
S&P Global parla di una crescita annuale dei ricavi per Eli Lilly
del 24%, per AstraZeneca del 10% . E mentre voi discutete di diritto
alla salute, loro insorgono per contrastare il Medicare price
negotiation (un programma che consente al governo degli Stati Uniti di negoziare direttamente i prezzi di alcuni farmaci da prescrizione ad alto costo per i pazienti del Medicare) e l’eventuale perdita di esclusività dei brevetti.
Niente paura, lo fanno per il “nostro bene”.
La salute è un mercato. E voi siete il
prodotto.
Pfizer, per fare
un nome, a causa di queste interferenze governative, ha ridotto le stime sugli utili 2026 a 2,80-3,00 dollari per
azione. Piangevano, immagino, mentre tagliavano i costi e
riorganizzavano i piani aziendali. Ma non preoccupatevi: per tappare
le perdite, qualche "vaccino obbligatorio" in più potrebbe
essere in arrivo. Probabilmente se ne
contratta già la ricompensa anche all’interno del nostro
ministero. Ormai siamo al delirio messianico della siringa: dai sieri
per il dimagrimento a quelli per l'ansia sociale. Manca solo
l'aggiornamento mRNA per le unghie incarnite. Mi chiedo se nei
laboratori di Big Pharma stiano già sintetizzando un vaccino
sperimentale per contenere forzatamente la mia "orchimegalociclosi"
contagiosa. Il rigonfiamento vorticoso dei miei "santissimi"
ha raggiunto una massa critica tale da scatenare un minaccioso
"effetto farfalla" a livello planetario.
"La
medicina ha fatto così tanti progressi che ormai nessuno è più
sano," diceva
ironicamente Aldous Huxley.
Aveva
ragione, ovviamente. Perché in un mondo dove la salute è un
obbligo, il benessere una beauty farm e la cura un business, l'unico modo per essere davvero liberi è...
non avere bisogno di nessuna di queste cose… sopratutto
se fai parte dei poveri di cui al punto uno. Non
ve ne siete accorti? Ebbene
si, scordatevi la sanità pubblica universale.
Ma
attenzione: se sei sano, se rifiuti il siero, se non installi
l’app IO e relativi sensori biometrici, allora
non sei un cittadino virtuoso. Sei un eversore. Sei un rischio per il
sistema. Sei
un untore.
E così, cari lettori, il cerchio si chiude. L'Agenda 2030 ci aveva
promesso la salute per tutti. Ci ha consegnato un braccialetto
elettronico, una scheda di valutazione e un obbligo di conformità.
Benvenuti nel futuro che
vi piace tanto da non dissentire.
Portate con voi la ricetta medica. E, se possibile, un avvocato.
Nota:
le informazioni contenute in questo capitolo sono documentate.
L'implementazione del Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 al 31 marzo
2026 è reale e comporta l'obbligo per le strutture pubbliche e
private di caricare i documenti sanitari in formato standardizzato.
Il nuovo modello LTC del Fondo Sanitario Intesa Sanpaolo, attivo dal
1° gennaio 2026, prevede esclusioni per patologie preesistenti e
condizioni specifiche . Le previsioni di crescita dell'industria
farmaceutica per il 2026 sono tratte dal report S&P Global. Le
vaccinazioni obbligatorie in Italia sono 10 per i minori, come da
decreto legge 119 del 2017 . La citazione di Aldous Huxley è
autentica e attribuibile .
Questo è solo l'antipasto di un banchetto indigesto. Il viaggio
nei cunicoli sotterranei dell'Agenda 2030 è appena iniziato e
l'aria, lì sotto, si fa sempre più irrespirabile. Restate
sintonizzati.
Fabricius Limes