04 marzo 2018

Prefazione

 
Confini Labili

Un impetuoso vento di tramontana mi accompagna sulla spiaggia in questa fredda mattina invernale. Dietro di me solo sabbia arrendevole. Svanisce, sgretolando ogni segno del mio passaggio, mentre lentamente mi incammino verso la riva. Sulla battigia i resti della recente mareggiata ed il frastuono della risacca. Il fortunale da poco trascorso ha reso l'aria pura ed il cielo terso. Mai come oggi mi è apparsa chiara e definita la linea di demarcazione tra mare e cielo. L'orizzonte. Il limite fisico della curvatura terrestre oltre il quale non vediamo.
Nella mente un vortice di pensieri a cui dare ordine.
Quale luogo migliore!
Ed allora eccomi qui a scrivere, con una penna tanto intangibile quanto indelebile, su questo foglio bianco esperienze, sogni, speranze ed illusioni.
In questo non luogo fatto di incalcolabili universi dai confini labili ho voluto esserci anch’io e come tutti voi ho lasciato la mia impronta. Questa volta il vento non la spazzerà nell'oblio.
Perché confini labili?
Semplicemente perché sconfinati sono i pascoli del sapere dalle molteplici verità, che molto spesso intersecandosi , mutano e ci disorientano.
Ed io, seduto nella zona del crepuscolo, resto ad osservare, assaporare, vivere e condividere ogni trasformazione.

06 dicembre 2012

Domande



Padre e figlio 
” Mi domandi  perché siamo così diversi?
Dubbioso, anch’io me lo sono chiesto molte volte.
Infine mi sono convinto che è semplicemente una faccenda di equilibri nell’ordine naturale della vita. La natura non crea due cose uguali per rispettare questa stabilità, così ogni individuo è unico ed imprescindibile dalla funzione cui è destinato. Nel cammino della nostra esistenza, il libero arbitrio ci permette di prendere strade diverse e talvolta si compiono scelte che alterano questo equilibrio, ma seguirai l’ispirazione dettata dal tuo cuore, allora scoprirai quanto è facile e meraviglioso essere in armonia con il tutto.









Fabrizio P.

25 novembre 2012

Pensiero positivo



Ascolta il tuo cuore.
Esso conosce tutte le cose, perché è originato
dall'Anima del Mondo, e un giorno vi farà ritorno.
Il mio cuore è inquieto, disse il ragazzo. Sogna, si commuove ed è innamorato
di una donna del deserto. Mi chiede tante cose e spesso, durante la notte, non
mi lascia dormire quando penso a lei.
Bene, il tuo cuore è vivo. Continua ad ascoltare ciò che ha da dirti.
Il mio cuore è traditore, disse il ragazzo all'Alchimista, quando si
fermarono per fare riposare un po' i cavalli. Non voglio che continui a
parlare.
E’ un bene, rispose l'Alchimista. E’ la prova che il tuo cuore è vivo. E’
naturale aver paura di scambiare per un sogno tutto ciò che si è già ottenuto.
Perché, allora, devo ascoltare il mio cuore?
Perché non riuscirai mai a farlo stare zitto. E per quanto tu finga di non
ascoltare ciò che dice, sarà sempre nel tuo petto e continuerà a ripetere
quello che pensa della vita e del mondo.
Anche se è traditore?
Il tradimento è il colpo che non ti aspetti. E se tu saprai conoscere bene il
tuo cuore, esso non te lo darà mai. Perché conoscerai i tuoi sogni e i tuoi
desideri, e saprai fronteggiarli. Nessuno riesce a sfuggire al proprio cuore.
Quindi è meglio ascoltare ciò che dice. Perché non si abbatta mai quel colpo
che non ti aspetti.

Tratto da: L’alchimista di Paulo Coelho


02 novembre 2012

Ma rilassatevi.



C’è chi dice che la vita scorre come un fiume. A volte appare come anse tranquille, altre come impetuose cascate.
La mia è entrambe le cose, in superficie è piatta come le acque di un lago in assenza di vento, in profondità è un tumultuoso mare in tempesta.
 
01 Novembre 2012
Al lavoro
Percorro il corridoio che porta all’ingresso, strascicando rumorosamente la punta di metallo dell’ombrello sul freddo lastricato di marmo bianco. 
Il maltempo ulula tra gli infissi e lo scrosciare della pioggia, sovrasta tutto. Qua e là pozze d’acqua piovana, penetrate da rugginose fessure formatesi sul telaio del soffitto in vetro. Le innaturali luci al neon confuse con il grigiore di questo giorno uggioso rende l’atmosfera lugubre a ricordare l’Halloween appena trascorso. Saluto distrattamente alcuni colleghi che ricambiano con la stessa enfasi mentre schivo fortunosamente un carrello che freneticamente sbuca da una corsia. Sono arrivato! Prendo posizione…
Ore 10:00 am.
Osservo con attenzione la nutrita clientela. 
Dai loro volti traspare noia e svogliatezza o qualche sorriso di circostanza, come al solito i bimbi fanno capricci ma soprattutto avverto tanto nervosismo. 
La tensione è percettibile come la musica proveniente dall’impianto di diffusione.
“Non mi aspettavo così tanta gente! Ma cosa avranno tutti da correre! È un giorno di festa, la scusa del  sono in ritardo, dei fornelli accesi o del bambino all’asilo, non regge, MA RILASSATEVI
Sarà che sto invecchiando, ma non capisco più la gente…un attimo, sta giungendo il primo cliente...

Fabrizio P.

28 ottobre 2012

Maleducati?

Lo so che vi sto tediando con i miei post, ma sono un tipo ostinato.

Questo è l mio blog e se avete intenzione di leggerlo bene, altrimenti fate un po’ come cazzo volete!

Sorpresi? Indignati? Delusi?

I più affezionati di voi, forse hanno capito… o forse no? … (pausa di riflessione).

…Ma daaai!… semplicemente questo post recupera  il tema interrotto nel precedente “Mi riferisco al dilagare della maleducazione che si traduce in chiacchierate oltremodo volgari…”, avvalorato dalla  discussione che ho testé concluso con un infuriato cliente;
Sintesi finale:
“… quindi mi avete venduto un cazzo di prodotto che non funziona un cazzo…” (Cazzo al quadrato)
Ma che piacere commentare la forma ed il contenuto della toccante conversazione in questione: “ Basta una sola parola …

“Vergogna!”

E’ evidente purtroppo che il nostro patrimonio genetico di cultura civica sta lentamente scomparendo.