Un libro per allenare lo sguardo
Questo libro nasce da una mia inquietudine,
dal sospetto che molte delle certezze con cui conviviamo siano più fragili di quanto ci venga raccontato.
Introduzione
Non sappiamo esattamente quando sia successo.
Non c’è stata una dichiarazione ufficiale, né un giorno da segnare sul calendario.
Un po’ alla volta, abbiamo smesso di farci domande.
Il linguaggio si è semplificato, poi impoverito.
Il pensiero critico è stato etichettato come disagio.
Il dubbio come perdita di tempo.
Le risposte sono diventate rapide, rassicuranti, tutte uguali.
Preconfezionate.
Non c’è stata una dichiarazione ufficiale, né un giorno da segnare sul calendario.
Un po’ alla volta, abbiamo smesso di farci domande.
Il linguaggio si è semplificato, poi impoverito.
Il pensiero critico è stato etichettato come disagio.
Il dubbio come perdita di tempo.
Le risposte sono diventate rapide, rassicuranti, tutte uguali.
Preconfezionate.
In questo scenario prende forma Confini Labili.
Non è un manuale di sopravvivenza, né un manifesto politico.
È piuttosto un reperto.
Una raccolta di tracce lasciate da chi ha continuato a interrogarsi mentre tutto intorno chiedeva obbedienza, adattamento, silenzio.
Viviamo in una società che premia l’efficienza e punisce la complessità.
Dove l’essere umano è valutato per prestazioni, punteggi, compatibilità algoritmica.
Dove l’identità è un profilo, la morale una policy aggiornata, la libertà una scelta guidata.
In questo mondo ordinato e sterile, Confini Labili è un corpo estraneo.
Non offre soluzioni, perché le soluzioni sono il linguaggio del sistema.
Offre fratture.
Zone d’ombra.
Domande che non portano da nessuna parte… se non dentro.
Gli argomenti trattati prendono forma da questo blog, ma non chiedono di essere letti come post.
Chiedono lentezza.
Chiedono circospezione.
Chiedono al lettore di assumersi una responsabilità ormai rara: pensare senza istruzioni.
Questo libro non vuole convincerti.
Vuole disturbarti quanto basta da farti alzare lo sguardo.
Vuole ricordarti che i confini non sono solo geografici o politici,
ma mentali, emotivi, linguistici.
E che il primo atto di resistenza, in ogni distopia che si rispetti,
è accorgersi di viverci dentro.
Vuole disturbarti quanto basta da farti alzare lo sguardo.
Vuole ricordarti che i confini non sono solo geografici o politici,
ma mentali, emotivi, linguistici.
E che il primo atto di resistenza, in ogni distopia che si rispetti,
è accorgersi di viverci dentro.
Se stai cercando certezze, sei nel posto sbagliato.
Se senti che qualcosa non torna,
forse sei nel posto giusto.
Per coerenza con il suo contenuto, Confini Labili è distribuito gratuitamente.
Perché il pensiero critico non è una merce.
E perché certe parole funzionano solo quando circolano libere.
Se deciderai di leggerlo, fallo senza fretta.
Prendilo come si prende una mappa imperfetta: non per seguire un percorso obbligato, ma per avere il coraggio di perderti un po’.
Il confine, dopotutto, è sempre il luogo dove qualcosa può ancora accadere.
📖 Ps. insieme ad esso troverai anche il “ Pronto Soccorso Antistress” il tuo alleato personale, una guida pratica e immediata pensata per aiutarti a ritrovare calma, chiarezza ed energia esattamente quando ne hai più bisogno.
Al suo interno troverai 10 esercizi essenziali, progettati per essere semplici, veloci ed efficaci, che potrai integrare senza sforzo nella tua giornata, ovunque tu sia.
