21 marzo 2026

 
LA POVERTÀ NON È UN REATO


Mentre il costo della vita subisce un'impennata funzionale al finanziamento di conflitti bellici e al mantenimento dei privilegi di un’élite autoreferenziale, i cui abissi morali sono stati messi a nudo da vicende come lo scandalo Epstein; mentre l'integrazione della robotica e dell'intelligenza artificiale non si sta traducendo in progresso collettivo, bensì nell'amputazione sistematica della classe lavoratrice; mentre la rarefazione del potere d'acquisto e la dilagante precarietà riducono il cittadino a un soggetto economico senza garanzie, la risposta della politica qual’ è?

Non il pane, ma la repressione.

Le nuove leggi sulla sicurezza ribatezzate anti-Gandhi" e "anti-maranza"contenute nel DDL Sicurezza (Legge 80/2025) e nel recentissimo Decreto Sicurezza di febbraio 2026 (D.L. 23/2026), hanno un obiettivo chiaro: criminalizzare chi non ce la fa.

- Invece di combattere la povertà, attacca i poveri.

- Invece di risolvere le crisi sociali, le contiene.

Siamo di fronte alla consapevole scelta di gestire le disuguaglianze non con il welfare, ma con il manganello e la cella.

IL PIANO È SCRITTO:

  • Vuoi una casa? Ti danno il carcere.

  • Protesti per il lavoro? Ti danno il carcere.

  • Resisti a uno sfratto? Ti danno il carcere.

  • Manifesti il dissenso? Diventi un criminale.



E’ "Dottrina dello Shock". Chi siede al potere sa. Sa che il futuro che stanno costruendo è fatto di incertezza assoluta e miseria diffusa. E proprio perché lo sanno, blindano le strade e inaspriscono le pene.

Così come hanno reso inutile il voto: l'alternanza politica è un'illusione che maschera una continuità strategica trasversale, già vincolata dal "pilota automatico" delle direttive europee.

Verso un nuovo autoritarismo sociale

Questa non è "giustizia". Questo è un assedio legislativo contro le categorie più vulnerabili. Una nazione "democratica" che teme il confronto sociale al punto da volerlo estinguere per via giudiziaria è il ritratto di una società in agonia. La classe politica che oggi firma questi decreti sta firmando un contratto di sottomissione per le generazioni future: un mondo dove chi cade non viene aiutato a rialzarsi, ma viene ammanettato perché è "d'intralcio" al decoro del potere.

Vogliamo davvero essere complici di questo futuro?

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